23 Feb Progetto “Il Gusto del Tempo”
Progetto co-finanziato dalla Fondazione della Comunità Bresciana grazie al BANDO VALLE TROMPIA E VALLE GOBBIA 2024
Premessa e finalità del progetto
Il progetto ha avuto come obiettivo principale la promozione della salute individuale e collettiva attraverso un approccio multidisciplinare e integrato, ponendo al centro la persona e la comunità. Tale impostazione si fonda sulla consapevolezza che la salute non è determinata esclusivamente da fattori biologici e comportamenti individuali, ma anche da determinanti ambientali, sociali ed economici.
Approccio metodologico
L’intervento è stato coordinato in modo inter-sito e ha coinvolto diverse figure professionali, favorendo una collaborazione strutturata tra area sanitaria, sociosanitaria e servizio cucina. L’approccio multidisciplinare ha consentito di creare un filo conduttore stabile tra cucina, operatori, ospiti e utenti esterni, promuovendo una visione condivisa dell’alimentazione come strumento di prevenzione e cura.
Analisi dell’offerta alimentare e revisione dei menù
È stata condotta un’analisi approfondita dell’offerta alimentare nella ristorazione collettiva proposta dalla Fondazione, con particolare attenzione alle modalità di preparazione e somministrazione dei pasti.
Grazie alla collaborazione della biologa nutrizionista e delle figure sociosanitarie presenti nell’organizzazione, si è proceduto alla revisione completa del menu base, con una ristrutturazione articolata su due periodi dell’anno, al fine di garantire stagionalità, varietà e adeguatezza nutrizionale.
Sono stati inoltre elaborati menu specifici dedicati a:
- persone con disfagia,
- soggetti con disturbi cognitivi,
- persone con obesità o altre condizioni cliniche specifiche.
Tali menu sono stati resi più appetibili sia dal punto di vista visivo che gustativo, mantenendo al contempo elevati standard nutrizionali.
Supervisione del pasto e organizzazione del servizio
È stata attivata un’attenta supervisione della fase del pasto, realizzata in collaborazione con la coordinatrice, il capocuoco, i dipendenti della brigata del servizio cucina, gli operatori dei reparti e gli operatori degli enti esterni a cui viene consegnato il pasto.
Questa azione ha permesso di migliorare la qualità della distribuzione, l’attenzione all’idratazione e l’adeguatezza delle porzioni.
Integrazione nel PAI e monitoraggio nutrizionale
La formazione sui principi di nutrizione è stata applicata anche “sul campo” all’interno del PAI – Piano Assistenziale Individualizzato.
Nel PAI sono state menzionate le nuove possibilità di menu e, in collaborazione tra medico e biologa nutrizionista, è stato attivato un monitoraggio periodico di peso e altezza, valutando anche l’eventuale introduzione di integratori nutrizionali qualora l’apporto calorico risultasse insufficiente.
È stato realizzato uno screening nutrizionale dedicato a numerosi ospiti, con valutazione dello stato nutrizionale e dei fabbisogni specifici. Particolare attenzione è stata posta al monitoraggio nel tempo, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
I risultati hanno evidenziato, pur in presenza di situazioni multifattoriali complesse, un miglioramento in termini di:
- massa corporea,
- forza,
- capacità di assumere una maggiore quantità di cibo.
Crescita delle competenze degli operatori
Il progetto ha determinato un aumento significativo della capacità di gestione delle problematiche nutrizionali, in particolare nei confronti dei soggetti più fragili.
Gli operatori coinvolti hanno condiviso i risultati raggiunti con il resto dell’équipe multidisciplinare interna, favorendo la diffusione delle buone pratiche all’interno dell’organizzazione.
Condivisione sul territorio e valutazione dei risultati
Il progetto è stato condiviso con il territorio attraverso serate formative e informative promosse dalla Fondazione.
Un questionario interno ha evidenziato:
- un miglioramento della qualità e della quantità delle pietanze,
- una migliore modalità di distribuzione e idratazione dei pasti,
- una maggiore varietà del menu, con l’introduzione di un numero più elevato di pasti a base di pesce.
Conclusioni
Il progetto ha prodotto risultati positivi e significativi, contribuendo all’implementazione di una nuova cultura dell’alimentazione sia all’interno della Fondazione sia nei servizi esterni.
Si è realizzata una piena integrazione della progettualità all’interno dei PAI, un miglioramento della qualità del cibo proposto – in termini di gusto e valori nutrizionali – e una valorizzazione delle buone pratiche messe in atto dalle strutture sociosanitarie.
In questo modo, il progetto ha fornito una risposta qualitativa concreta all’importanza della prevenzione, della promozione della salute e del miglioramento della qualità della vita delle persone assistite.